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Isola

Isola, nel percorso letterario transfrontaliero, collega l’eredità di Dante con la cultura scritta, la storia e la memoria culturale della città. Il legame più importante e documentato con Dante è rappresentato da due codici della Commedia, trascritti a Isola alla fine del XIV secolo da Pietro Campenni, cancelliere del podestà di Isola.
Il Parco letterario Paradiso, oltre alla storia dei codici, porta alla luce anche altri strati del patrimonio isolano: il Palazzo del Podestà, la tradizione locale relativa alla visita di Dante, le testimonianze in caratteri glagolitici di Corte e il Segugio di Caschier. Questi contenuti non sono legati a Dante nello stesso modo, ma insieme raccontano la lunga storia della parola scritta, della memoria culturale e della creatività di questo territorio.

Il Palazzo del Podestà e la cultura scritta della città
Il Palazzo del Podestà, menzionato per la prima volta nel 1253, è stato per secoli legato all’amministrazione cittadina. Poiché Pietro Campenni svolgeva il ruolo di cancelliere del podestà di Isola, il palazzo rappresenta il contesto istituzionale dell’amministrazione cittadina in cui egli operava; non è tuttavia dimostrato che i due codici siano stati trascritti proprio in questo edificio. Una cartolina inviata nel 1912 e il leone di San Marco sulla facciata testimoniano inoltre le trasformazioni del palazzo e il lungo periodo della dominazione veneziana a Isola.

Tra storia e tradizione
Secondo l’iscrizione riportata su una vecchia cartolina, Dante avrebbe pernottato a Casa Delise nell’ottobre del 1308. La storia collega inoltre gli Ughi, che Dante menziona nel XVI canto del Paradiso, alla famiglia isolana Besenghi degli Ughi. Poiché la visita di Dante non è storicamente confermata e il legame diretto con la famiglia non è documentato, entrambi gli elementi devono essere considerati parte della tradizione locale e della successiva memoria culturale.

Dalle testimonianze glagolitiche al Segugio di Caschier
La ricca storia culturale del territorio isolano è testimoniata anche dai monumenti in caratteri glagolitici di Corte e dal Segugio di Caschier, una statuetta bronzea raffigurante un cane, risalente al VI–V secolo a.C. e rinvenuta sul Kaštelir sopra Corte. Non sono direttamente collegati a Dante, ma contribuiscono a presentare le diverse epoche e influenze culturali che hanno plasmato Isola e il suo entroterra.

La leggenda della colomba di Isola
La leggenda della colomba bianca di Isola è una delle storie più riconoscibili della città e una parte importante della sua identità. La sua storia risale al 23 ottobre 1380, quando una flotta genovese giunse davanti a Isola. Vuoi saperne di più su questa leggenda? Scopri la storia qui.

Pagina di un manoscritto miniato medievale con testo decorato e ornamenti colorati, al centro una miniatura raffigurante due figure in piedi vestite di blu davanti a un simbolo celeste luminoso.

Dante e Beatrice – l'inizio del Paradiso

La miniatura dorata del codice dantesco parigino, collegato a Isola, raffigura una scena dell'inizio del Paradiso della Commedia di Dante, in cui il poeta incontra Beatrice.

La famiglia Ughi tra letteratura e storia

A Trieste, una targa commemorativa riporta un verso del Paradiso di Dante che fa riferimento alla famiglia Ughi. L’antenato di Dante, Cacciaguida, menziona gli Ughi ricordando le nobili famiglie fiorentine che già ai suoi tempi avevano iniziato a perdere il loro antico prestigio.

La sosta di Dante a Isola

Una cartolina dell’inizio del secolo scorso raffigura un edificio sulla Piazza Grande di Isola, noto come Casa Delise, l’antico municipio. Secondo quanto riportato nell’iscrizione sulla cartolina, Dante Alighieri vi avrebbe pernottato nell’ottobre del 1308.

Il codice di Isola

Dettaglio del codice veneziano della Commedia di Dante con la firma (monogramma) di Pietro Campenni da Tropea, all’epoca cancelliere del podestà di Isola, che lo trascrisse, corredò e commentò a Isola intorno al 1395, nel Palazzo del Podestà.

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